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PORTUALITA': Direttiva Concessioni (MIT)

 

Il MIT ha recentemente definito la  c.d. "Direttiva Concessioni", attualmente alla firma del Ministro Del Rio ed anticipata dal Ministro stesso durante l'ultima riunione a Roma del Tavolo di coordinamento delle AdSP.

Le indicazioni date dal Ministero alle Autorità di Sistema, riguarderanno le concessioni di aree demaniali marittime e banchine portuali nei porti sede di Autorità di sistema portuale.

L'obiettivo del provvedimento è quello di snellire la procedura e, soprattutto, uniformare i criteri selettivi in tutti i porti sede di Autorità di Sistema, nell'ambito degli obiettivi previsti nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 agosto 2015 (Piano strategico nazionale della portualità e della logistica).

In tale scenario la materia dell’affidamento in concessione di aree demaniali marittime all’interno degli ambiti portuali, che pure non costituiscono monopolio naturale, operando i concessionari in concorrenza tra loro ed applicando corrispettivi liberamente determinati sulla base del mercato, riveste comunque un ruolo di carattere fondamentale al fine di accrescere la competitività del Sistema mare.

Il tema del rilascio delle Concessioni - rivestendo particolare importanza nell'ambito delle strategie di crescita e sviluppo di uno scalo portuale - è stato oggetto di più interventi da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con l'obiettivo di assicurare al massimo il rispetto dei principi comunitari e costituzionali di parità di trattamento, non discriminazione, proporzionalità e trasparenza in tutte le ipotesi di concorso di domande di concessione.

Al riguardo, il MIT sottolinea come – sebbene l’articolo 37 del codice della navigazione preveda che, per la scelta del concessionario, debba essere preferito il soggetto che "offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell'amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico” - tale criterio deve essere considerato come criterio guida che necessita, ai fini della sua applicazione da parte delle Autorità di sistema portuale, di specificazioni in relazione alla fattispecie concreta.

Alla luce di questo e del recente parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (n. S2809/2017) - che suggerisce la necessità di individuare criteri oggettivi, adeguati e puntuali che devono essere portati a conoscenza degli interessati prima della presentazione della documentazione tecnica progettuale di cui all’articolo 18 della legge n. 84/1994, e sulla cui base espletare l’istruttoria delle istanze concorrenti - il MIT fornisce a tutte le Autorità di sistema portuale specifici criteri tecnici ed economici da rendere noti prima dell'avvio delle procedure.

Tali indicazioni - da utilizzarsi indipendentemente dal fatto che la procedura comparativa abbia inizio su istanza di parte o direttamente d’ufficio - fissano i criteri valutativi da verificare in ordine decrescente di importanza, nella fase della comparazione delle istanze:

  1. grado di coerenza con le indicazioni del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica e degli altri strumenti di pianificazione e programmazione nazionale vigenti nel settore;
  2. capacità di assicurare le più ampie condizioni di accesso al terminal per gli utenti e gli operatori interessati;
  3. natura e rilevanza degli investimenti infrastrutturali e sovrastrutturali quali impianti, attrezzature e tecnologie finalizzate allo sviluppo della produttività portuale, alla tutela dell’ambiente e della sicurezza, sia in termini di “safety” che di “security”, compresa la valutazione del finanziamento utilizzato in termini di capitale pubblico e privato;
  4. obiettivi di traffico e di sviluppo della logistica portuale e retroportuale e della modalità ferroviaria; e) piano occupazionale, comprendente anche le indicazioni sull’utilizzo della manodopera temporanea;
  5. capacità di assicurare una adeguata continuità operativa del porto;
  6. sostenibilità e impatto ambientale del progetto industriale proposto dall’impresa concorrente, livello di innovazione tecnologica e partenariato industriale con università e centri di ricerca contenuti nel programma di attività.

Le Autorità saranno tenute al rispetto delle indicazioni inerenti talii criteri, durante lo svolgimento dei procedimenti di comparazione delle istanze (indipendentemente - come già detto - dalla circostanza che tali procedimenti siano stati avviati d’ufficio o su istanza di parte).

Resta immutato il problema legato al conflitto di competenze in materia di Concessioni tra Ministero ed Autorità di Regolazione del trasporto (ART) che - sulla specifica questione delle concessioni, ha recentemente avviato una procedura di consultazione pubblica inerente una proposta di direttiva:

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sulla quale il Ministero ha espresso una posizione nettamente contraria, ritenendo la materia della disciplina di accesso alle infrastrutture portuali - proprio in ragione della strategicità e dell'appartenenza di tali infrastruttura ad un unico sistema nazionale governato, soprattutto dopo la recente riforma, a livello Ministeriale - esterna alla competenza dell'ART.

In analogia alla posizione della stessa ASSOPORTI, quindi, il MIT non ha partecipato alla Consultazione dell'ART auspicando che l’ente di regolamentazione fermi autonomamente l'iniziativa, riservandosi di intraprendere tulle le azioni a propria disposizione per far valere la propria esclusiva competenza in materia.


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