Tares Comune Carrara: decise le tariffe

Penalizzati i nuclei familiari più numerosi ma anche i negozi di ortofrutta, pizzerie, ristoranti. Sorridono le banche
Il Tirreno, Carrara, 26 ottobre 2013
Tares, ecco tutti i numeri della stangata. Tares, ecco le tariffe. Aumenti per tutti ma la stangata riguarderà soprattutto il mondo della ristorazione e i negozi di piante, alimentari e ortofrutta. Dopo un lungo iter, anche il Comune di Carrara ha messo a punto le tariffe della Tares, la temutissima tassa sui rifiuti: la tabella è stata presentata ieri in Commissione Bilancio ed è passibile di modifiche, almeno fino all’approvazione definitiva in Consiglio Comunale, attesa entro una decina di giorni. «Un parto podalico, lungo, difficile e fatto di manovre obbligate» così il presidente della Commissione Bilancio Roberto Conserva (Psi) ha definito la stesura della tabella che contiene le tariffe Tares per utenze domestiche e categorie produttive, presentata ai consiglieri comunali alla presenza dell’assessore Giuseppina Andreazzoli e del dirigente del settore Bilancio Guirardo Vitale. Una tabella che, come annunciato, si traduce in un aumento dei bollettini a carico degli utenti chiamati a sborsare, complessivamente, circa 14 milioni di euro pari al costo totale del servizio. Il salasso riguarda sia i 29.139 nuclei familiari, sia le 4.480 utenze non domestiche, divise in 30 categorie diverse: tra queste, le più penalizzate saranno quelle del settore alimentare e della ristorazione, secondo il principio per cui chi produce più rifiuti pagherà di più. “Chi perde”. E così, tra le attività più penalizzate, ci saranno osterie, pizzerie, pub, ristoranti, trattorie, birrerie, bar, caffè, mense, negozi di generi alimentari (macellerie, forni, pescherie, ortofrutta) ma anche fiorai e fruttivendoli nonché i banchi di alimentari degli ambulanti, i quali però pagheranno solo per i giorni di lavoro effettivamente svolti. Le tariffe presentate ieri sono “nette”: questo significa che non contemplano le eventuali riduzioni previste dal Regolamento, quelle previste – ad esempio – per le attività stagionali, per i residenti dei paesi a monte o per coloro che effettuano compostaggio. «Abbiamo determinato queste tariffe al termine di un lungo percorso, durante il quale abbiamo approvato a step quegli elementi che hanno poi prodotto queste cifre. Il tutto in una situazione di rigidità imposta dalla normativa» ha spiegato l’assessore Andreazzoli, lasciando intendere che i rincari previsti a Carrara sono in linea con quelli di tutti gli altri Comuni passati dal sistema Tarsu a quello della Tares. Possibili modifiche. Quella presentata alla Commissione Bilancio è una proposta di tariffazione passibile di modifiche fino all’approvazione definitiva da parte del Consiglio Comunale anche se, ha osservato il presidente Conserva «c’è poca elasticità e dunque i margini di cambiamento sono molto limitati». I parametri di cui tenere conto sono diversi: a “pesare” sul bollettino saranno soprattutto i metri quadri di cui dispone l’utente; l’altro elemento determinante sarà poi, per le attività produttive, la categoria di appartenenza e per le famiglie, il numero dei componenti del nucleo. Per avere un’idea di quanto andranno a pagare, gli utenti dovranno sommare la quota che spetterà al Comune, quella del contributo ambientale che andrà alla Provincia e quella di competenza dello Stato. La quota del Comune si calcola moltiplicando la tariffa della “Tares Fissa” per il numero di metri quadri dell’abitazione e aggiungendo poi la quota della “Tares Variabile”, quella che dipende cioè dal numero dei componenti del nucleo familiare. C’è poi la parte che andrà a finire direttamente nelle casse dello Stato, e che sarà pagata a parte, attraverso un modulo F24: per calcolarla si deve moltiplicare il coefficiente fisso di 0,30 euro per il numero di metri quadri dell’abitazione. Infine bisognerà aggiungere la quota del contributo ambientale, pari al 5% del totale. Alcuni esempi. Così, ad esempio, una famiglia di quattro persone residente in un’abitazione di 80 metri quadrati andrà a pagare un bollettino di circa 380 euro. Stesso sistema per le attività produttive che però, per il calcolo della quota comunale, dovranno moltiplicare il numero dei metri quadri per la “tariffa tares” della categoria di appartenenza. Così una pizzeria di 100 metri quadri, andrà a pagare un bollettino di circa 2.565 euro, un bar di 30 metri quadri pagherà circa 582 euro e un negozio di ortofrutta di 20 metri spenderà 628 euro. “Chi vince”. Prendendo a riferimento un immobile di 100 metri, banche, studi professionali e cartolerie se la caveranno meglio dei ristoratori, e dovranno sborsare rispettivamente 640 euro, 982 euro e 866 euro. La tabella. Come si vede dalla tabella, nella casella “Tariffa Tares” vi è la nuova tariffa a metro quadrato
Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento